Presidio contro i contenuti della manovra
Martedì 6 dicembre 2011 alle ore 16,30 di fronte alla Prefettura di Como via Volta
La manovra economica non è equa e va cambiata su aspetti fondamentali
Bisogna battersi per ottenere le modifiche necessarie
Chiediamo a CISL e UIL che lo si faccia in modo unitario.
Riteniamo inaccettabile la manovra sulle pensioni.
L’allungamento a 42 anni del requisito minimo e la penalizzazione se si va in pensione prima dell’età prevista per la vecchiaia (dal 2012, 62 anni per le donne 66 per gli uomini) colpiscono pesantemente tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno incominciato giovani a lavorare.
L’ adeguamento all’inflazione delle sole pensioni inferiori a 467 euro lordi e solo parzialmente per quelle tra i 467 e i 935 euro, produce un’ulteriore perdita del potere d’acquisto. ( per esempio una pensione di 1.200 euro perde solo nel 2012 circa 470,00 euro).
L’aumento dell’IVA nella seconda parte del 2012 rischia di produrre un’ulteriore calo dei consumi e quindi dell’economia e dell’occupazione
La liberalizzazione senza regolamentazione degli orari dei negozi fornirà ulteriore alimento alla precarizzazione e disagio dei lavoratori coinvolti.
Ben poco viene chiesto a chi in questi anni nulla ha dato e che anzi a contribuito in maniera decisiva a portare il Paese sull’orlo del fallimento, agli evasori fiscali, ai furbi, alle caste nella politica, nelle professioni.
I veri ricchi di questo Paese, quel 10% che possiede il 45% della ricchezza del paese, con la scusa che la patrimoniale non è gradita a Berlusconi non pagheranno quasi nulla.
Non ci sono sufficienti scelte per rilanciare l’occupazione e l’economia che sono la vera unica condizione per uscire davvero dalla crisi.
Sappiamo, anche perché l’abbiamo detto prima di tutti quando altri dicevano che andava tutto bene, che la situazione del Paese è gravissima, che ci vuole serietà, ma proprio per questo riteniamo che l’equità e l’occupazione sono i primi fondamentali requisiti.
La CGIL ha lottato contro tutto questo e continuerà a farlo.
Al nuovo governo chiediamo politiche di equità, di crescita, di reali opportunità per le nuove generazioni, legalità e giustizia sociale perché adesso cominci a pagare chi non ha mai pagato e chi ha di più.
Per tutto ciò abbiamo indetto una prima iniziativa con presidio
Ultimo aggiornamento (Lunedì 05 Dicembre 2011 20:40)


