A quattro mesi dall'avvio delle trattative, e dopo la rottura del 4 agosto con gli scioperi svolti per tutto il mese, è stata oggi raggiunta l'intesa per il rinnovo del contratto nazionale dell'industria alimentare, un settore che interessa circa 450mila lavoratori sull'intero territorio e che contribuisce in maniera sostanziale al saldo attivo dell'export nazionale.
L'accordo, su base triennale, è stato firmato unitariamente da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil con Federalimentare e prevede un aumento salariale di 142 euro. L'incremento sarà erogato attraverso quattro tranches; la prima delle quali, pari al 32%, con decorrenza dal primo giugno 2009.
Il rinnovo del contratto è in linea con la piattaforma unitaria approvata dal 90% dei lavoratori attraverso la votazione in assemblea.
Non prevede deroghe contrattuali e punta allo sviluppo e alla tutela dei diritti individuali e collettivi attraverso il rafforzamento della parte normativa e in particolare dei capitoli che riguardano la sicurezza sul lavoro, la formazione e le pari opportunità. È stato poi costituito un fondo sanitario integrativo del valore di 10 euro per lavoratore, che sarà a totale carico delle imprese. L'accordo prevede inoltre la costituzione di un fondo di welfare per l'integrazione economica della maternità facoltativa, inizialmente a carico del datore di lavoro.
"Il risultato ottenuto è straordinario - ha dichiarato il Segretario della Flai Cgil Stefania Crogi - perchè abbiamo consegnato ai lavoratori dell'industria alimentare un aumento salariale che consente il pieno recupero del potere d'acquisto e perchè abbiamo rinnovato il contratto utilizzando un indice negoziale".
Nella provincia di Como l'accordo interessa circa una ventina di aziende - tra le altre Carnini, Bolton,Spumador, Chiarella, Scaldasole e Ambrosoli - per un totale di quasi tremila addetti.
Dal prossimo lunedì partiranno in tutti i luoghi di lavoro le assemblee per illustrare l'ipotesi di rinnovo e sottoporla al voto certificato dei lavoratori.