Newsletter Federconsumatori/Sunia 28 ottobre 2011

Adsl, come scoprire la velocità di connessione; frutta e verdura a tavola contro le rughe, i consigli di Coldiretti; ancora risparmatori truffati dalle banche per omessa informazione; le nuove regole di Equitalia per il recupero dei pagamenti fiscali e previdenziali non ci piacciono; multa antitrust a Fastweb per prodotti editoriali non richiesti...

 

OSSERVATORIO. Adsl, come scoprire la velocità della connessione?

La banda larga sta finalmente iniziando a prendere piede anche in Italia, il problema principale, però, resta la velocità di connessione: l'adsl italiano corre in media a 3,7 Mbps (dati Akamai), le connessioni con velocità superiore ai 5 Mbps sono soltanto l'11%, mentre esiste ancora un numero considerevole di connessioni a velocità inferiore a 256 kbps, per le quali l'Italia detiene il record europeo.

Spesso la velocità di connessione pubblicizzata dagli operatori non viene effettivamente raggiunta nelle case dei clienti, per problemi strutturali o di copertura. Per verificare qual è l'effettiva velocità di navigazione della propria rete internet adsl, è possibile effettuare un semplice test con il Misura Internet, uno strumento di misurazione realizzato dall'Autorità Garante per le Comunicazoni (Agcom) che ha valore legale. Questo significa che se si effettua il test e si scopre che le prestazioni della propria linea adsl sono inferiori a quelle pubblicizzate dall'operatore, è possibile utilizzare il risultato del test come prova di inadempienza contrattuale. E' dunque possibile presentare un reclamo per ottenere il ripristino degli standard minimi garantiti ed eventualmente recedere dal contratto per giusta causa, senza dover pagare alcuna penale.

Per accedere al servizio Misura Internet di Agcom è sufficiente registrarsi sul sito www.misurainternet.it e scaricare gratuitamenter il software Ne.Me.Sys (Netword Measurement System). Perché l'analisi abbia valore legale, è necessario effettuare una misurazione all'ora nell'arco di 24 ore. La sessione di misura può essere interrotta dall'utente ma deve essere conclusa entro un massimo di tre giorni. Nel corso della rilevazione il pc deve rimanere sempre acceso, inoltre è necessario limitare l'uso di ogni genere di applicativi, tenere collegato il pc al modem tramite cavo ethernet e spegnere il collegamento wi-fi, tenere spenti altri pc, nonchè IPTV e VoIP.

A rilevazione conclusa, l'utente può richiedere un pdf certificato che ne riassuma i risultati, che andranno poi confrontati con i valori di riferimento comunicati dall'operatore e riportati nel contratto. Prima di stipulare un nuovo contratto internet, è sempre preferibile valutare l'effettiva copertura dell'operatore prescelto nella propria zona. Per avere una panoramica delle migliori offerte di internet adsl sul mercato si può utilizzare il servizio di confronto telefonia e internet di SuperMoney, l'unico portale in Italia accreditato da Agcom, che permette di valutare le proposte di numerosi operatori e selezionare le tariffe per la banda larga più adatte alle proprie esigenze.

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fonte : helpconsumatori

Carciofi, pere e uva nera, l'antirughe è in tavola

Il decalogo della Coldiretti contro i radicali liberi. Tutti gli alimenti antiage.

Il succo di uva nera. Ma anche i carciofi, le pere e il riso integrale (anche se questo è un po’ più difficile da trovare). Se si vuole mantenere la pelle giovane, si può cominciare mangiando questi alimenti, ricchissimi di antiossidanti. Lo sostiene la Coldiretti, chein occasione della Biodomenica 2011, la campagna nazionale per il biologico di Aiab, Coldiretti e Legambiente, ha presentato le ricette antirughe della cucina biologica con la prima "top ten" dei cibi che aiutano l'organismo a difendersi dai radicali liberi, responsabili della formazione dei segni dell’invecchiamento.

Le unità "antiage"

I primi in questa classifica sono i carciofi, che contengono ben 9.828 unità Orac, sigla che sta per Oxigen Radical Absorbance Capacity, una scala che consente di calcolare la capacità di un elemento di assorbire i radicali dell'ossigeno per proteggere le cellule della pelle dal danno ossidativo.

Anche kiwi e prezzemolo

Segue il succo d'uva nera (un bicchiere vale 5.216 unità), i mirtilli (una tazza equivale a 3.480 unità), le pere (3000 unità per frutto), le melanzane (2.463 unità), i peperoni rossi (2.463), gli spinaci cotti (2.042), le cipolle rosse (1.900), il prezzemolo fresco (2 grammi per 1.473 unità) e il kiwi (1.220 a frutto).

Basta un peperone

Meglio però se si tratta di alimenti biologici, dice l’associazione degli agricoltori. In ogni caso. sempre secondo Coldiretti, le ultime ricerche dimostrano che per combattere i radicali  liberi, dovuti anche a cattive abitudini e stili di vita sbaglati, sono sufficienti 2.000 unità Orac al dì

BANK OF IRELAND: RISPARMIATORI TRUFFATI PER OMESSA INFORMAZIONE. ORA CONSOB E BANKITALIA IMPONGANO ALLE BANCHE INTERA RESTITUZIONE DEL MALTOLTO.

Adusbef e Federconsumatori faranno di tutto per tutelare centinaia di risparmiatori,che seguendo i cattivi consigli delle banche, avevano investito i propri sudati risparmi sulle obbligazioni di Bank of Ireland, restando vittime di una omessa informazione,ed oltre al danno di trovarsi accreditati sul proprio conto corrente 1 centesimo di euro su ogni mille euro investiti, hanno subito la beffa  di pagare pure qualche euro di costo dell’operazione alla banca.

Bank of Ireland  duramente colpito dalla crisi, ha deciso di ristrutturare i suoi 18 prestiti obbligazionari, l'ultima questa estate, quando ha proposto a chiunque possedesse una delle 18 obbligazioni subordinate, di scambiare - incassando una perdita - quei titoli con nuovi bond garantiti dallo Stato irlandese, mentre chi non aderiva si ritrovava rimborsato di 1 centesimo ogni mille euro.  Quando l'offerta si e' chiusa l'8 luglio scorso,  molti risparmiatori italiani non avevano aderito, perdendo praticamente tutto il loro investimento, perchè non erano stati informati della proposta avanzata dalla banca, che non ha chiesto all’autorità di borsa di pubblicare un prospetto e sfruttando così le maglie larghe della legislazione.

In tutto questo le banche italiane hanno fatto come Ponzio Pilato, avvertite da Bank of Ireland della ristrutturazione del debito, operazione  approvata in precedenza dalla Commissione europea, non hanno fatto sapere nulla ai loro clienti, i quali se informati, di fronte all’alternativa di ricevere 1 centesimo ogni mille euro o divedersi tagliati i rendimenti, avrebbero optato per la seconda soluzione.

Adusbef che tramite la delegazione della Regione Veneto, segue l’ennesimo scandalo finanziario dal luglio scorso ed assiste direttamente alcune famiglie truffate,assieme alla Federconsumatori, ha inviato una lettera a Consob e Bankitalia chiedendo l’immediata individuazione delle banche inadempienti che dovranno risarcire i risparmiatori dell’intero capitale investito o in subordine della quota  capitale dei bond ristrutturati ai quali anno aderito risparmiatori di mezza Europa,eccetto quelli italiani,truffati e beffati ancora una volta da precise responsabilità delle banche e da una omessa vigilanza di autorità molto distratte.

EQUITALIA: LE NUOVE NORME NON CI PIACCIONO AFFATTO. INOLTRE PRESENTANO ELEMENTI DI INCOSTITUZIONALITA'.

 

“Le dichiarazioni di Equitalia tendenti a banalizzare e tranquillizzare i cittadini rispetto alle nuove norme che sottintendono al recupero di pagamenti fiscali o previdenziali non ci convincono affatto.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Anzi, per certi versi tendono ad oscurare problemi vessatori molto forti nei confronti dei cittadini stessi.

Per prima cosa l’accorpamento tra avviso di accertamento e cartella esecutiva produce un effetto di forte restrizione dei tempi per il cittadino che, di fronte a un avviso, deve avere a disposizione il tempo di verificarne l’esattezza e quindi di rendere più comprensibile, attraverso ricerche ed approfondimenti, quanto riceverà nella cartella esattoriale.

In secondo luogo, il ricorso che il cittadino eventualmente deciderà di fare costerà un’anticipazione del 30% sulla cifra richiesta. Relativamente a questo punto non ci piacciono per nulla le affermazioni circa una diminuzione della percentuale di pagamento anticipato, scesa dal 50% al 30%. Le regole antecedenti, infatti, prevedevano un pagamento anticipato pari a zero.

Infine, anche la dichiarazione per cui il pignoramento dei beni avviene per norma dopo 180 giorni è inficiato da una clausola che permette la discrezionalità per l’operatore di intervenire per applicare le norme di pignoramento. Non vorremmo che con questa discrezionalità permettesse di distinguere tra cittadini si serie A e cittadini di serie B.

Lungi da noi difendere l’evasione fiscale, che da sempre condanniamo.

A fronte di tutto ciò, però, vogliamo esprimere la nostra netta contrarietà nei confronti di una normativa vessatoria nei confronti dei cittadini. per di più, il punto in cui si richiede una anticipazione del pagamento, magari non dovuto del tutto, è chiaramente un forte colpo al fondamentale diritto di “accesso alla giustizia”, costituzionalmente garantito, e quindi non esiteremo a mettere in campo tutti gli strumenti per eliminare una norma, a nostro parere, nettamente anticostituzionale.

TUTELA CONSUMATORI. Prodotti editoriali non richiesti, Antitrust multa IMP

L'Antitrust ha inflitto alla società International Masters Publishers S.r.l. una multa di 150.000 euro per pratica commerciale scorretta. Il comportamento dell'IMP è stato giudicato dall'Autorità ingannevole ed aggressivo. Da un lato, infatti, nei vari strumenti utilizzati per promuovere le proprie iniziative editoriali, dai coupon al telemarketing, la società non ha indicato con sufficiente trasparenza e chiarezza alcune informazioni. In particolare non ha spiegato che compilando il modulo per ottenere gratuitamente il primo numero di una collezione si otteneva il relativo omaggio, ma si attivava nello stesso tempo un abbonamento a tale prodotto editoriale ; di conseguenza non sono state specificate neanche le modalità con le quali esercitare il diritto di recesso.

Infine, il comportamento della IMP è stato giudicato aggressivo nel momento in cui ha inviato ai consumatori pubblicazioni non richieste, senza poi dare seguito alle specifiche e ripetute comunicazioni di disdetta inviate dai consumatori stessi e pretendendo, anche nei casi di ordini contestati, il pagamento del relativo corrispettivo.

TLC. Fastweb, multa di 200.000 euro per mancata disattivazione contratto

Sono numerosi i consumatori che hanno segnalato all'Antitrust il comportamento scorretto di Fastweb nel momento in cui il cliente desidera interrompere un servizio o risolvere il contratto con l'azienda. Anche dopo che il cliente ha inviato, come previsto da Fastweb, la richiesta di disdetta mediante raccomandata A/R, l'azienda non provvede a cessare i contratti o lo fa con notevole ritardo.

E non è tutto: anche in caso di disattivazione di singoli servizi, come la TV di Fastweb, il servizio ADSL o il servizio di telefonia mobile e internet in mobilità, Fastweb non ha dato seguito alle richieste ed ha continuato ad emettere le relative fatture, effettuando attività di recupero crediti, anche tramite apposita società, nonostante la volontà manifestata dai consumatori per iscritto e telefonicamente a Fastweb. Infine, nei casi in cui le richieste di recesso sono state considerate inadeguate, cioè non comunicate nella forma prevista, l'azienda non ha adottato iniziative e procedure per ottenere una tempestiva regolarizzazione di tali richieste, così da evitare la conseguente reiterata fatturazione di importi non dovuti.

Tutto questo è costato a Fastweb 200.000 euro di multa per pratica commerciale aggressiva. L'Antitrust spiega, nel suo bollettino odierno, che il comportamento di Fastweb è idoneo "a condizionare indebitamente la libertà di scelta dei consumatori, ostacolandone il pieno ed effettivo esercizio di un diritto fondamentale di primaria importanza, quale il diritto di recedere dal rapporto contrattuale con il professionista"; scorretto è anche l'aver preteso il reiterato pagamento di corrispettivi per la fruizione di servizi non più richiesti. Il comportamento di Fastweb deve, inoltre, ritenersi contrario al grado di diligenza professionale. Infatti, attesa la propria consapevolezza circa la natura e la dimensione del problema, il professionista avrebbe dovuto assumere misure e iniziative efficaci e adeguate ad assicurare una gestione sufficientemente corretta e tempestiva delle richieste di recesso dei consumatori, nonché l'immediata sospensione del processo di fatturazione almeno per il tempo necessario a verificare, in caso di incertezza, l'effettiva volontà espressa dal cliente mediante la richiesta di interruzione del rapporto contrattuale.

Fonte helpconsumatori

 

 
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