Federconsumatori, speciale dicembre

Un Natale e un Capodanno a casa con qualche attenzione ai prodotti che compriamo: Natale e Capodanno a casa; pandori e panettoni prodotti civetta; spumante e vino per natale; giocattoli sicuri; i cosmetici resistono alla crisi.

Tanti auguri a tutte/i!

NATALE 2011: NATALE E CAPODANNO A CASA, ALL’INSEGNA DEL RISPARMIO.


In un clima più freddo che mai, con il potere di acquisto delle famiglie fortemente decurtato dalla crisi e dalle manovre economiche, si impone la necessità di festeggiare all’insegna del risparmio. Saranno pochissime, infatti, le famiglie che sceglieranno di trascorrere il cenone di capodanno al ristorante (appena il 18%), con un costo medio di 145,50 € a persona Comunque, quei pochi che opteranno per tale scelta, prediligeranno agriturismi, locande a km 0 o locali che, per l’occasione, organizzino iniziative ed offrano menu a prezzi promozionali. La scelta di trascorrere il cenone di Capodanno a casa sicuramente permetterà di risparmiare, anche se costerà di più rispetto allo scorso anno. L’aumento registrato è pari al +3,5%, con un costo medio di 37,38 € a persona, pari a 224,28 € per una famiglia composta da genitori, due figli e due nonni. Anche la tradizionale cena della Vigilia, quest’anno, costerà alle famiglie il +3,7% in più rispetto al 2010, con una spesa media di 30,05 € a persona, pari a 180,30 € per una famiglia composta dagenitori, due figli e due nonni.
A registrare i maggiori aumenti sono i prodotti ittici e gli alcolici.

Scarica qui e leggi il pdf con comunicato e confronto dei prezzi dei vari prodotti

Panettoni e pandori come prodotti “civetta”, guerra di prezzi tra aziende

Il Natale è alle porte e i supermercati sono pieni di panettoni e pandori. Da quelli tradizionali a quelli con le creme più strane, da quelli commerciali a quelli più artigianali: quando ci troviamo davanti allo scaffale con i dolci di Natale, la scelta diventa sempre più complicata.

Potremmo stare ore a studiare gli ingredienti per capire qual è il prodotto migliore, ma la verità è che tra l’uno e l’altro la differenza è quasi inesistente. La ricetta di panettoni e pandori, infatti, è stata fissata per legge: il decreto del 22.7.2005 ha stabilito gli ingredienti (quantità di burro minima 16%, uova fresche, canditi e uvetta 20% e zucchero). Quello che cambia piuttosto è il prezzo. A tal proposito ilfattoalimentare.it segnala un fenomeno alquanto strano: nelle prime settimane di novembre i dolci natalizi firmati da Bauli a Motta, hanno un prezzo di circa 7 euro, mentre quelli con il marchio dei supermercati (Coop, Auchan, Carrefour, Esselunga…) costano 2 euro in meno.

Dalla prima settimana di dicembre in poi i prezzi calano in modo drastico: di un euro a settimana fino ad arrivare a costare 2 euro (quelli di marca) e un euro (quelli dei supermercati) a ridosso della vigilia di Natale.

Come è possibile pagare un panettone così poco? Secondo ilfattoalimentare.it panettoni e pandori, essendo dolci di ricorrenza, non sono sottoposti alle normali procedure di ricarico dovute ai costi di distribuzione ai margini di guadagno. Ad essi si applica la regola del sottocosto; ma questo svilisce l’immagine di prodotti da forno che in realtà sono preparati  con ingredienti di qualità e devono seguire una ricetta precisa oltre che una lievitazione naturale che dura quasi due giorni.

Panettoni e pandori sono quindi paragonabili ai migliori prodotti del Made in Italy, ma vengono trattati come prodotti civetta per attirare i clienti. Una guerra di prezzi tra aziende che spesso producono dolci molto simili tra loro, ma li trattano come regali di Natale! Tutt’al più le differenze tra una marca e l’altra riguardano la qualità e la quantità di uvetta e canditi, le modalità di lievitazione e di raffreddamento che possono incidere sul risultato finale.

Fonte: helpconsumatori

Spumante e vino, tra Natale e l’Epifania si stapperanno 165 milioni di bottiglie, ma con un occhio al prezzo

Quest’anno tra Natale e l’Epifania si stapperanno 165 milioni di bottiglie e il 90% di queste conterrà vino o spumante Made in Italy.

A saltare in aria durante i prossimi brindisi saranno, quindi, 85 milioni di tappi di spumante e 80 milioni di tappi di vino sia rosso che bianco. Il rosso vince sul bianco con un rapporto di 4 su 5. Il vino è anche un buon regalo per amici e parenti: nell’85% dei “pacchi-dono” c’è infatti una o più bottiglie di vino a denominazione d’origine.

E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori, secondo cui il consumo di spumante e vino, quest’anno, resta stabile rispetto al 2010, mentre quello che cambia è il budget speso: le famiglie si orienteranno verso etichette più economiche. Per una bottiglia di spumante si spenderanno in media tra i 5 e i 12 euro, mentre per il vino sarà privilegiata la fascia compresa tra i 3 e i 7 euro. Con una spesa complessiva che è stimata intorno ai 722 milioni di euro per le “bollicine” e ai 400 milioni di euro per il vino, in calo dell’1% rispetto al 2010.

Inoltre il 66% dello spumante verrà stappato a casa in famiglia (solo il 34% in locali e veglioni). Il dolce vince sul secco, con il 58% delle preferenze contro il 37% per i brut. Lo champagne raccoglie solo il 5% delle preferenze, cioè soltanto un italiano su 20 sceglie la Francia invece che l’Italia. Lo spumante, comunque, vive il suo momento d’oro proprio durante le feste di Natale: tra il 10 dicembre e il 6 gennaio avviene il 70% degli acquisti totali.

Fonte:helpconsumatori

Giocattoli sicuri, UNC: “Attenti a contraffazione e abuso del marchio CE”

Giocattoli sicuri sotto l’albero di Natale. Non mettiamo a rischio l’incolumità dei nostri bambini. E’ questo l’invito che Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, rivolge ai genitori che stanno acquistando i regali di Natale per i propri figli.

Basta, infatti, qualche dato reso noto dall’Ocse per capire che non tutti i giochi sono sicuri: nel 2009 la contraffazione dei giocattoli ha generato un giro d’affari di 250 miliardi di dollari e nell’ultimo anno sono stati sequestrati più di 8 milioni di prodotti pericolosi. Tutto questo non solo svantaggia le aziende italiane e alimenta il circuito illegale, ma costituisce un pericolo per la sicurezza dei bambini.

Il Segretario dell’UNC ricorda che “lo scorso maggio il Governo ha recepito la direttiva europea sulla sicurezza dei giocattoli, che tutela di più i consumatori, ma l’abuso del marchio CE e la contraffazione rendono il mercato ancora ad alto rischio”. “E’ importante dunque – spiega Dona – leggere attentamente le etichette del prodotto controllando che oltre al marchio CE vi siano contrassegni volontari, come ad esempio il bollino ‘Giocattoli sicuri’ rilasciato dall’IISG o il marchio IMQ per i prodotti elettrici”.

“Sull’imballaggio o sul giocattolo stesso, poi, devono essere indicati nome e indirizzo del fabbricante o del distributore e l’età per cui il giocattolo è stato concepito. Se si tratta di giochi non adatti a bambini con meno di 3 anni, deve essere segnalato, magari con il tradizionale ‘fantasmino’, vale a dire un simbolo costituito da un cerchio barrato con all’interno una testa di bimbo e la scritta ‘0-3’. E’ inoltre importante verificare che ci siano delle istruzioni anche in italiano che, ricordiamo, vanno sempre conservate anche dopo aver buttato gli imballaggi”. “Infine – conclude Massimiliano Dona – il migliore consiglio è di trascorrere più tempo a giocare con i nostri bambini: è questa la migliore garanzia che possiamo regalare loro!”

fonte: helpconsumatori

Unipro: i cosmetici resistono alla crisi

Il consumo dei cosmetici tiene, nonostante la crisi. Che fa diminuire i passaggi dal parrucchiere e dall’estetista, mentre rimangono stabili le vendite nella grande distribuzione, in farmacia, nelle catene di profumerie (ma non nei punti vendita tradizionali). Sul settore pesa, certamente, la sofferenza e la preoccupazione dei consumatori, condizionati dalla crisi economica e dalla sue ripercussioni.L’indagine realizzata dal Centro Studi di Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, ha analizzato l’andamento dei canali nel secondo semestre 2011 e le previsioni per il primo semestre 2012. Si conferma la sostanziale tenuta del mercato in Italia che a fine anno tocca i 9.300 milioni di euro con una crescita di un punto percentuale. Nel 2012, il settore è sostenuto dalle esportazioni mentre la situazione più difficile è sul mercato interno.

Peculiare è soprattutto l’andamento dei diversi canali di vendita: la più dinamica, evidenza Unipro, è l’erboristeria, con un più 4,5% nel secondo semestre 2011 e più 4% nel primo 2012.  Buona la tenuta delle vendite in farmacia, a +2,5% nel 2011 e +2,8% nel 2012, mentre è stabile la GDO, +1,1% a fine 2011, +1,5% nel 2012. In flessione invece i saloni di estetica e quelli di acconciatura, con un meno 1,3% di quest’anno.

Le profumerie tengono soprattutto se fanno parte di catene: +1,2% a fine 2011 e +1,5% nel primo semestre 2012, ma alcuni punti vendita tradizionali segnalano pesanti contrazioni. Commenta  Fabio Rossello, presidente di Unipro: “Le esportazioni nel 2011 sostengono la produzione più del mercato interno. Più difficile la situazione sul mercato interno dove assistiamo tuttavia ad una buona tenuta pur con situazioni differenziate nei canali. La vera costante di questi ultimi esercizi è il consumatore italiano, oggi sicuramente più preoccupato per la difficile congiuntura, ma sempre più emancipato e desideroso di prodotti orientati al value for money”.

Fonte: helpconsumatori

 

 
 Scrivici: co@cgil.como.it