Coop, lavoratori in sciopero sabato 9 luglio per il mancato rinnovo del contratto nazionale. Presidi a Como e Mirabello
-part-time: si richiede un arretramento delle ore di lavoro a 12 ore settimanali;
-deroghe al contratto nazionale per trattamenti salariali tra vecchi e nuovi lavoratori;
-il non pagamento della carenza della malattia dopo alcuni eventi nell'arco dell'anno;
-il non riconoscimento per i nuovi assunti, dei permessi retribuiti maturando in corso d'anno;
-l'applicazione dell'orario di lavoro per i full-time, da 38 ore settimanali a 40 ore per i nuovi assunti.
Tutto ciò viene giustificato dalle Cooperative come richiesta utile allo sviluppo aziendale e, in competizione del mercato e la crisi dei consumi, in aggiunta all'accordo firmato da Cisl e Uil nel settore privato Confcommercio "CCNL Commercio e Terziario". Si evidenzia così la volontà di superare la distintività tra il modello Cooperativo e il settore privato. Modello che si distingue per storia ed appartenenza culturale, sociale, ed essere Cooperatori. In una società che fa fatica a ritrovare quei valori che hanno fatto della Cooperazione una ricchezza di donne e uomini, una missione sociale. La Filcams CGIL non è disponibile ad affrontare una trattativa che si pone come unico obiettivo quello di ridurre il costo del lavoro attraverso una riduzione di salario e diritti».
La Filcams di Como , le RSU e i lavoratori organizzeranno, per la giornata della sciopero, sabato 9 luglio, dalle 9 alle 12, due presidi a sostegno della trattativa di fronte ai punti vendita di Como, in via Giussani e all’ Ipercoop di Mirabello di Cantù.




