Hotel Cruise, Montano Lucino, oggi il presidio delle addette alle pulizie licenziate; l'azienda apre un confronto
«L’hotel e il motel adiacente, di proprietà della famiglia Sampietro, appaltarono alcuni anni fa il servizio di pulizia ad un’azienda di servizi, la General Service di Firenze che, a sua volta, subappaltò alla Melia di Limbiate. Dal momento dell’esternalizzazione in poi, per i lavoratori sono cominciati i guai: 18/19 persone assunte nella quasi totalità a tempo parziale ma con un effettivo orario di 40 ore settimanali. Melia non solo non paga alle scadenze dovute le retribuzioni, ma applica un conteggio delle paghe molto particolare, utilizzando una sorta di cottimo. Le dipendenti non vengono retribuite per le ore lavorate, bensì per il numero di camere pulite: due camere per ogni ora lavorata (le camere dell’hotel sono 258, quelle del motel 69). Quindi, ad esempio, se la lavoratrice in 6 ore di lavoro pulisce 10 camere, le vengono retribuite 5 ore. A questo si aggiungono Tfr non pagati a distanza di mesi e conteggi sbagliati». Per queste ragioni le dipendenti decidono di rivolgersi alla Cgil di Como che ha promosso nei confronti della Melia delle vertenze legali per recuperare le differenze. «Alle dipendenti che si sono iscritte alla Cgil non vengono più pagati gli stipendi: alcune di queste donne sono monoreddito, con figli, e vengono costrette, di fatto, a ritirare le vertenze. Nel frattempo Sampietro recede dall'appalto con Generale Service, preferendo appaltare direttamente a Melia. L'appalto, formalmente, viene conferito alla CBS di Solaro, che è la casa madre alla quale Melia fa riferimento. Nei fatti quest’ultima continua ad occuparsi delle pulizie dell'hotel». Negli ultimi mesi la situazione dei dipendenti si aggrava. «I ritardi nei pagamenti diventano intollerabili e colpiscono prevalentemente le iscritte alla Cgil; le dipendenti decidono di scioperare. Come Cgil convochiamo quindi un'assemblea al termine della quale, avendo ottenuto da Melia l'impegno a intervenire per risolvere il problema dei ritardi (giustificato per altro con motivazioni quanto meno fantasiose) le dipendenti tornano a lavorare. Ma il mese dopo le retribuzioni non vengono ancora versate (alle solite note), il cottimo prosegue e le dipendenti coinvolte vengono licenziate, adducendo, come motivazione, la negligenza nell'adempimento delle loro funzioni, che avrebbe causato la perdita dell'appalto a Melia. Dal primo settembre, in effetti, Melia non è più presente al Cruise. L'appalto è passato a On Service che fa sempre parte della galassia Cbs. In tutta questa vicenda, che ruolo gioca il Cruise e i suoi proprietari? La direzione è stata sempre informata del comportamento di Melia e delle conseguenze sulle lavoratrici. La risposta che ci è stata data è: «chiediamo un servizio, vogliamo che le camere siano pulite e stop». Ma noi riteniamo che in uno degli hotel più belli della città non possa avvenire quotidianamente tale sfruttamento dei lavoratori. Si può fingere di non vedere, nascondendosi dietro un appalto corretto dal punto di vista formale?».
La Cgil di Como, a fianco delle lavoratrici coinvolte nella vicenda, intende proseguire per vie legali; tra l’altro il Codice civile obbliga in solido il committente, per tanto le cause che verranno aperte coinvolgeranno anche la proprietà dell’hotel.




