Poste: dove sono contratto di settore e di programma?
“Slc/Cgil condivide che in questa fase il servizio universale sia affidato a Poste Italiane, così come previsto nell’impianto del decreto, ma vanno superate in fretta le criticità fino ad oggi registrate, che fanno calare la fiducia dei cittadini, nei confronti del servizio offerto da Poste Italiane, del 10%.”
Inoltre, sottolinea la Apuzzo, “la scelta di un’agenzia sottoposta agli indirizzi del Ministero dello Sviluppo Economico, quale agenzia di controllo, oltre a non essere in linea con le migliori pratiche in termini di indipendenza del regolatore adottate dai più importanti paesi dell'Ue, non garantirebbe, nel processo di liberalizzazione, l'indipendenza da Poste Italiane, visto che quest'ultima è una società a partecipazione pubblica totale.”
“Il processo di liberalizzazione prevedeva oltre alla creazione di un’Authority, il contratto di settore ed il contratto di Programma – prosegue la sindacalista. Il contratto di settore va chiuso quanto prima perché solo in presenza di regole certe si hanno garanzie per tutti. L’azienda deve accelerare questo iter anche per scongiurare il reiterarsi di fenomeni di dumping contrattuale o peggio ancora di lavoro nero, applicati in quei contesti (appalti) in cui l’unica concorrenza si è fatta sul costo del lavoro.”
“Abbiamo appreso dalla stampa la notizia che il Ministro dello sviluppo economico e l’ad di Poste Italiane hanno sottoscritto nel novembre scorso il contratto di programma che regola per il triennio 2009/2011 i rapporti tra lo Stato e la società. Oggi apprendiamo che il Ministro Romani farà un’audizione in Commissione Trasporti l’8 febbraio. Vorremmo conoscerne nel dettaglio i contenuti, soprattutto in considerazione del fatto che a luglio del 2010
abbiamo sottoscritto, con grande senso di responsabilità insieme a tutte le altre OO.SS. del settore, l’accordo sulla riorganizzazione del recapito, ed è evidente che conoscere i contenuti del Contratto di programma ci consentirebbe di verificare il rispetto di quanto sottoscritto.”
Roma,1 febbraio 2011




