Il 9 febbraio mattina si terrà l’attivo delle delegate e dei delegati, delle pensionate e dei pensionati aperto alla cittadinanza sul referendum sulla giustizia che si terrà il 22 e 23 marzo 2026. “La Cgil ha aderito al comitato del No e ha organizzato l’iniziativa per discutere delle motivazioni insieme a Giuseppe Battarino e Marcello Iantorno” spiega Sandro Estelli, Segretario Generale Cgil di Como, “Come sindacato ci occupiamo di giustizia perché parliamo di diritti: senza tutele concrete, i diritti restano solo parole sulla carta. Nel mondo del lavoro questo è evidente ogni giorno. Sappiamo che il tema può apparire tecnico, ma questa revisione costituzionale non interviene sui veri nodi della giustizia: tempi troppo lunghi, carenze di personale, uffici in sofferenza, precarietà del lavoro. Senza investimenti adeguati e una migliore organizzazione, la giustizia non sarà né più rapida né più accessibile. La separazione delle funzioni tra chi accusa e chi giudica esiste già ed è praticata. Anche l’ipotesi del sorteggio non convince: affidare ruoli di responsabilità al caso, anziché rafforzare imparzialità e trasparenza, rischia di indebolire competenza, rappresentatività e controllo democratico, come se un sindaco venisse scelto per estrazione. In una fase di crescente disaffezione al voto, l’informazione diventa decisiva e necessaria: ogni scelta ha effetti concreti sulla vita delle persone. I luoghi di lavoro restano presidi fondamentali di democrazia. A Como inizieremo il 9 febbraio con un Attivo dei delegati CGIL; seguiranno, insieme al Coordinamento comasco per il NO, incontri con giuristi, accademici e rappresentanti della società civile. A chi è ancora indeciso: informatevi, partecipate, votate.”