NO AI VOUCHER NEL TURISMO

Il settore del Turismo prevede già contratti nazionali che disciplinano adeguate forme di flessibilità per rispondere alle variazioni di una domanda ancora troppo condizionata dalla stagionalità. Il comparto, nel Comasco in grande sviluppo da anni, avrebbe bisogno di politiche e investimenti, non di interventi volti a indebolire un mercato del lavoro già di per se stesso fragile. “Abbiamo raccolto le firme – spiega Marco Fontana, Filcams Cgil Como – per abolire quella che stava assumendo i contorni di una “nuova frontiera della precarietà” e nonostante questo i voucher sono stati prima aboliti, poi reintrodotti per aziende e famiglie, e pertanto (anche se nessuno lo dice) sono già presenti nel nostro ordinamento.Allora parlammo di “schiaffo alla democrazia”, uno schiaffo che oggi rischia di venir dato ad uno dei più importanti e strategici settori della nostra economia e a miglia di lavoratori che operano con professionalità e dedizione ogni giorno”. I voucher sono uno strumento di sfruttamento che rischiano di aumentare la precarietà, mentre il mondo del lavoro ha bisogno di qualità e regole certe per garantire la trasparenza e la stabilità. 

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