La sanità comasca e la proposta di referendum avanzata dalla CGIL

La sanità Comasca è al collasso, manca tutto,  ma soprattutto manca il personale.
La drammatica condizione della Sanità in Lombardia è frutto di scelte sbagliate e senza prospettiva della politica regionale. Oltre al blocco delle assunzioni e del rinnovo dei contratti nella sanità pubblica la Regione Lombardia ha equiparato il sistema pubblico a quello privato. I due sistemi non sono uguali né per l’offerta sanitaria, né nel trattamento del personale dipendente. Se oggi gli ospedali della provincia di Como (Menaggio, Cantù e Mariano) sono in enorme difficoltà, causata non solo dall’esodo in Svizzera del personale infermieristico.La proposta di referendum della CGIL, bocciata dal Consiglio Regionale, aveva quale obiettivo la valorizzare del servizio sanitario pubblico e universale e la promozione di politiche sanitarie che rispettino i bisogni del territorio e non gli interessi o peggio ancora il profitto di chi con la sanità si è arricchito negli anni, e non ha restituito né in servizi né al personale alcun beneficio . Riaffermando questo ruolo centrale e riconoscendo condizioni economiche e organizzative migliori (a chi nella sanità pubblica opera) è possibile fermare l’emorragia di personale. Per tornare ad avere una sanità che “funziona” serve valorizzare il sistema pubblico e le professionalità che in esso operano, perché la sanità non è una merce.
e di farlo tornare il centro del sistema sanitario in Lombardia. condizioni pessime della sanità pubblica da cui scappano per

Per queste motivazioni saremo in piazza Vittoria a Como martedì 17/10 dalle 9 alle 12 per sensibilizzare cittadine e cittadini sulla necessità di un cambiamento del sistema sanitario che non dimentichi le persone più fragili e che valorizzi il proprio capitale umano.

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